Tom Cruise: Never Go Back

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Tom Cruise nasce a Syracuse, NY, vuole fare il prete, poi il wrestler, ma verrà per via di un segno del destino (un infortunio) conquistato dal Cinema. Esordisce in Amore senza fine nell’81. 35 anni dopo eccolo presentarsi con l’ennesimo action della sua carriera: il sequel di Jack Reacher, dove presumibilmente le suonerà di santa ragione ai cattivi, tra cazzotti e stunts rigorosamente autentici. L’occasione è di quelle giuste per omaggiare la più grande star del pianeta.

eyes5La vita al massimo di Cruise è di quelle dai mille colpi di scena, e dagli infiniti aneddoti che circolano sul suo conto. Cosa che però a noi più piace, è aver avuto modo di ammirarlo nei capolavori e negli ottimi film a cui ha partecipato in serie, specie nella parte centrale della sua carriera. 

Mosso dal successo ma impietosamente inchiodato su una sedia a rotelle eccolo agli inizi degli anni ’90 offrire l’indimenticabile ritratto di un ex marine paralizzato in Nato il 4 luglio. In giacca e cravatta scioglierà il cuore della Zellweger in Jerry Maguire, per poi gettarsi a capofitto nelle spericolate missioni di Ethan Hunt per conto di De Palma. Trasferitosi poi per oltre un anno in Inghilterra sotto la pignola direzione di Kubrick per Eyes Wide Shut, dove vagabonda senza meta a New York, Cruise sigilla la sua repitazione di interprete per poi fare ritorno negli States e dedicarsi a Spielberg e allo stupendo Minority Report. Combatterà gli alieni cattivi di War of the Worlds, non prima di aver indossato -ma per una notte soltanto- la maschera di uno spietato killer tormentato dalla vita in Collateral. Da Magnolia a Jack Reacher si potrebbe continuare ancora e ancora, ma lo spazio di un articolo sarebbe del tutto insufficiente.

Una vita al massimo dicevo, che lo ha visto presentarsi alla ribalta su più fronti. Se quindi le sue innumerevoli relazioni hanno fatto gonfiarne all’inverosimile la reputazione di autentico idolo universale del mondo femminile (con buona pace di CR7), lo sdegno suscitato in molti dalla sua imperitura partecipazione alle cause di Scientology ha invece offerto l’inconsueto ritratto di un uomo al tempo stesso egocentrico e attratto dall’umiltà del mondo religioso (che aveva già sfiorato quando in giovane età voleva farsi prete).

Forse però, più che quella rocambolesca di Hunt o le sue conquiste sentimentali (di cui francamente poco ci importa), la vera missione impossibile di Tom Cruise è stata quella di aver incarnato la più grande star del pianeta per oltre 20 anni, togliendosi in giovane età lo sfizio di lavorare con i maggiori autori della sua epoca per poi divertirsi in grandi produzioni decisamente remunerative. Pur essendosi, stando alle cronache, inimicato mezza Hollywood con i suoi atteggiamenti ora imprevedibili ora arroganti (anche qui superando il già citato attaccante del Real), egli risulta empatico a tal punto che nemmeno Brad Pitt, “figo” quanto basta e molto più talentuoso del nostro sul fronte recitativo, è riuscito a raggiungere l’aurea fascinosa di Ethan Hunt. Per non parlare delle attuali promesse, come il pur volenteroso Channing Tatum. O del coetaneo “sbandato” (in senso buono, non mi permetterei mai…) Johnny Depp, notoriamente più adatto ai soli gusti lugubri delle fan e dei fan di Burton e pirati vari.

Ci rendiamo quindi conto che in fondo Tom Cruise non ci debba più nulla, sfoggiando un curriculum vitae che vanta partecipazioni con Kubrick (!), Spielberg, Coppola, Pollack, Abrams, Mann, Scorsese, Stone, Scott, Anderson, Reiner, Howard. Chissà però che i prossimi film della star in arrivo nei cinema (Jack Reacher 2, MI:6, La mummia) non si rivelino una sorta di canto del cigno per la fase “action” della vita dell’attore, e che costituiscano il punto di appoggio per una parte di carriera più impegnata e nuovamente sorprendente.

I.B.


FILMOGRAFIA ESSENZIALE: Eyes Wide Shut, Mission Impossible Saga, Nato il 4 luglio, Magnolia, Minority Report, Top Gun, Collateral


FILM DA RECUPERARE: Rock of Ages


 

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3 comments

  • Non sapevo che Tom volesse farsi prete!!! WWOOOOOWWWWW
    Meno male che ci ha ripensato, perchè anche a me lui piace molto. Ha lavorato con i più grandi registi e questo la dice lunga sul suo talento: quel che non ha a livello recitativo lo supplisce con una PRESENZA SCENICA con pochi eguali ad Hollywood.

    Giusto per giocare un po’, ti cito le sue 3 interpretazioni che più piaciute:

    – Il villain in Collateral
    – Il diffilissimo ruolo di Ron Kovic in Nato il 4 luglio
    – Ethan Hunt, perchè è diventato un personaggio iconico come pochi altri

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