The Amazing Spider Man 2: Il Potere di Electro – La Recensione

Image from the movie "The Amazing Spider-Man 2"
The Amazing Spider Man 2 – Il Potere di Electro (Marc Webb, 2014)

Tra meriti e demeriti, il film di Webb risulta riuscito grazie al team tecnico |

the_amazing_spiderman1(2)Alle prese con la difficile mediazione tra impegni in maschera e responsabilità amorose, Spider Man deve sfidare in questo secondo capitolo il super-potere di Electro, l’ultimo nemico approdato in città. Nel frattempo al povero Peter Parker sono stati tolti i genitori e ora la ragazza della sua vita lo ha abbandonato. Come se non bastasse, il suo migliore amico che non vede da anni gli chiede un sacrificio che non può concedere: decisamente un fardello troppo pesante per un ragazzo della sua età.

A differenza di quanto fatto vedere da Nolan con Batman, Webb non vuole sovraccaricare di controproducenti esiti drammatici il suo secondo Spider Man, ma usa le dinamiche gravose precedentemente citate per inserire in questo cinecomix d’azione scene romantiche, dello stesso stampo di quelle a cui si era messo al servizio girando (500) giorni insieme. In The Amazing Spider Man 2 il mix tra dramma, commedia e azione risulta a tratti quasi perfetto. Ma se a Webb va riconosciuto il merito di aver calibrato al meglio le varie componenti del film (pur tra mille difetti di resa ed errori tipici del cineasta ancora inesperto), ad Andrew Garfield va invece dato atto di aver convinto con una prestazione non certo impeccabile, ma superiore alla media di quelle degli attori della sua stessa fascia d’età. Evidentemente David Fincher, affidandosi a lui come comprimario per The Social Network, ci aveva visto bene. L’alchimia tra l’eroe ed Emma Stone scatta in modo piuttosto evidente -agevolata dal fatto che i due stiano insieme anche nella vita reale- mentre Webb si impegna a rendere il rapporto con l’amico Harry in modo strategicamente convincente. Una mezza delusione è purtroppo il villain principale del film, Electro. La colpa non ricade certo sul suo interprete (il volenteroso Jamie Foxx è come al solito molto professionale e calato nella parte), ma sulla superficialità degli intenti di un cattivo che vuole vendicarsi per ragioni frivole. Nella prima parte, il suo rapporto fan/eroe con Spider Man prometteva sviluppi meno banali di quelli che poi la vicenda prende. Nella seconda, la presunta invincibilità del nemico potrebbe essere messa in dubbio da qualche misera conoscenza di fisica scolastica…

Nonostante queste evidenti sbavature, Webb può comunque considerarsi fortunato, perché ha avuto a disposizione un team tecnico di prima classe a nascondere inopportune imprecisioni (narrative e tecniche), di cui il regista ha fatto il pieno soprattutto nella lunga e spesso ripetitiva parte centrale. Hans Zimmer compone temi interessanti, alcuni dei quali decisamente aggressivi e sullo stampo di Joker, che conferiscono al film una scorrevolezza notevole e quantomai opportuna per una durata che supera abbondantemente le due ore. Pietro Scalia, al montaggio, riesce a costruire ralenti emozionanti e scene action ben coreografate, facendo delle tre dimensioni una vera virtù e permettendo a Spider Man di far correre spedite le sue avventure verso una conclusione non del tutto scontata.

Spider man 2 è, in una frase, un film adatto a chi vuole staccare la spina per una serata senza troppe pretese. Sullo sfondo, una nuova minaccia per l’uomo ragno promette, qualora non ne aveste avuto abbastanza dei 140′ di film, un ritorno non troppo lontano delle ragnatele più famose del grande schermo. Uscito di scena Jamie Foxx, tocca a Paul Giamatti rovinare la tranquillità cittadina. Dopo i titoli di coda una chiosa sugli X-Men di Bryan Singer conferma la mentalità (economicamente vincente) della Marvel: fare film che vicendevolmente vadano ad incastrarsi in un monumentale puzzle.

– I.B.

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4 comments

  • Sono d’accordo con la tua recensione. Se la parte dedicata al rapporto tra Peter e Gwen è riuscita molto bene, la parte di Electro non è stata approfondita a sufficienza. È stato un errore che per gli appassionati del fumetto si sente.

  • Come hai detto già te, siamo d’accordo! Io non conosco la maggior parte dei dettagli tecnici che hai menzionato ma a grandi linee colgo bene il tuo pensiero.
    Unica cosa: ho trovato molto interessante lo spazio lasciato all’emotività della storia e del personaggio, quindi il rapporto con Gwen (ovviamente), con Zia May e anche col padre :)

  • ieie92

    Ciao! In linea di massima sono stra d’accordo con te… Devo dire che il film fa colpo più per le scene romantiche (la mano di Webb si vede… Eccome!) che per la caratura del cattivo di turno… Che per l’amor del cielo é spettacolare in quanto realizzazione tecnica (Electro e gli effetti speciali… Che accoppiata) ma per quanto storia meglio lasciar perdere!
    P.s. La scena dopo i titoli di coda con gli X-men in realtà é solo frutto di un accordo tra Sony e 20th fox… Per (s)fortuna i piani di un mega film con tutti i super eroi sono ancora lontani :)

    • Si infatti! I diritti degli XMen sono della Fox e difatti dopo pa scena in questione c’erano i loghi della 20th e della BadHatHarry di Singer! Unico filo conduttore la Marvel. Per la tua allusione confermo il per FORTUNA! :) grazie per il tuo commento! :)

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