Storia di una ladra di libri – La Recensione

Sophie Nelisse says years of training as a gymnast taught her to focus in ways that helped her acting on the set of The Book Thief.
Storia di una ladra di libri (Brian Percival, 2014)

Film che vorrebbe essere al tempo stesso edificante e devastante, ma che finisce irrimediabilmente per essere solo noioso e ripetitivo |

storia-di-una-ladra-di-libri-teaser-poster-italia_midIl diario di Anna Frank (1959) è il film a cui subito si pensa quando si cita il binomio persecuzioni degli ebrei – letteratura come possibilità di riscatto. Storia di guerra, di letteratura, di gioventù e di morte, The book thief vorrebbe parimenti essere uno struggente trattato sull’orrore umano e un testamento sull’importanza del Sapere all’interno dei deviazionismi culturali imposti dai regimi totalitari. In realtà, questo ripetitivo e prevedibile film basato sul romanzo di Markus Zusak abbandona ben presto i suoi nobili intenti proponendoci in cambio una vicenda che vuole essere al tempo stesso edificante e devastante.

Muovendosi tra momenti fortemente drammatici e motivetti popolari, la colonna sonora di (uno spento) John Williams rispecchia l’anima del film: si tratta di un racconto fanciullesco che, un po’ come fa(ceva) Spielberg, vorrebbe esplorare il mondo maturo con l’occhio innocente del bambino. Storia di una ladra di libri mostra parte delle proprie potenzialità grazie ad un grande cast capeggiato da Emily Watson e Geoffrey Rush, soffocato tuttavia da una vicenda ripetitiva e banalizzata, mai realmente avvincente e solo tristemente noiosa. Troppo facile per il regista Brian Percival cedere alla tentazione di strappare lacrime con espedienti nefasti (da mettersi le mani nei capelli per la scelta della Morte come narratore), così che l’unico modo per pubblicizzare questo prodotto di scarso contenuto rimane una tagline che cita (chissà poi perché?) il meraviglioso Vita di Pi.

– I.B.

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One comment

  • Ottima recensione Ivan, comlimenti. Anche se a me il film è piaciuto ammiro il modo con il quale hai argomentato il tuo disappunto.
    Le tue osservazioni sono corrette ma troppo razionali per un romanticone come me, e qualche facile espediente per commuovere nell’insieme lo si può perdonare vista la drammaticità di quegli eventi!
    ….
    Barvo :-)

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