Prova a Prendermi – La Recensione

Image from the movie ""

Spielberg si addentra nella commedia, girando un film leggero ma non spensierato |

1955_bigLo squalo, Indiana JonesSchindler’s list, ET e Jurassic Park vengono generalmente citati come i più grandi contributi che Steven Spielberg ha regalato al Cinema, con gli affictionados ad aggiungere all’elenco anche AmistadRyanMunich e Lincoln. Fondamentalmente però, sono in pochi a ricordare Prova a prendermi, commedia drammatica tra le più riuscite degli anni 2000 e con ogni probabilità film da consegnare ai posteri. D’accordo, non è il film che esattamente rivoluziona un genere o entra a far parte dell’immaginario collettivo quanto Titanic o Il padrino, ma è stato ugualmente un film importante nella sua costruzione leggera (ma non troppo) e godibile, benché non priva di momenti molto toccanti e di una serie pressoché infinita di location (oltre 100), capace di andare oltre la commedia fortemente drammatizzata di un giovane che al semplice vivere ha preferito il divertirsi.

Impossibile sottovalutare un cast con quattro attori di serie A. A colpire veramente non sono né Martin Sheen né il misurato Tom Hanks -sempre ad un passo dal catturare il fuggiasco- bensì Christopher Walken e Leo DiCaprio. È in particolare quest’ultimo a sbarazzarsi della sua stessa iconografia, in un ruolo che all’occhio attento mostra più sfaccettature di quante se ne vedano ad una prima visione.

Con Prova a prendermi si parla di commedia, luogo che Spielberg non ha mai realmente esplorato e da cui il film stesso talvolta cerca di distaccarsi puntando sul drammatico, sulla detective story, passando addirittura al cinema carcerario. Ma è una di quelle (poche, a dire il vero) che inaspettatamente toccano il cuore. Certamente le “imprese” illecite dell’eroe -falsificare assegni, spacciarsi per un capitano di volo e fingersi un medico navigato- non ci restituiscono un personaggio buono o comune, e nemmeno un uomo che vorremmo incontrare. Ma ci sono momenti che ci impressionano, uno su tutti l’attimo in cui lo vediamo scoprire, sotto una luminosa neve natalizia, che la madre, a distanza d’anni dal loro ultimo incontro, ha formato a sua insaputa un’altra famiglia. La trama, lo sviluppo e alcune sequenze lo rendono adatto anche ad un pubblico giovane, ma fondamentalmente è un film per adulti.

Una storia vera narrata con stile e decisamente da vedere più di una volta: Spielberg non ha mai smesso di insegnare, nemmeno negli anni in cui trovate come Terminal rischiavano di compromettere una filmografia che avrebbe poi rivissuto una seconda epoca d’oro a partire dal più recente e spietato Munich o dall’ibrido Minority Report.

– I.B.

A voi è piaciuto il film? Aggiungete un commento!

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *