Philomena – La Recensione

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Toccante commedia inglese, oltre che intelligente dramma con un occhio ad un argomento poco trattato nei film: la ricerca di Dio |

PhilomenaL’errore di cadere nelle braccia del ragazzo sbagliato quando era poco più che adolescente è costato a Philomena Lee (Judi Dench) la sofferenza di una vita passata a cercare un figlio preso in custodia prima e ceduto in adozione poi da un convento di suore. Ma oggi, quando dopo 50 anni le sue finora vane ricerche ottengono l’attenzione di un (ex) giornalista della BBC, le speranze di ritrovarlo sono più che mai fondate.

Philomena, è bene dirlo con parole di altri onde provocare fraintendimenti, è “una commedia sofisticata”∗. Questo perché mostra una complessità nell’affrontare alcuni temi davvero notevole. Prendiamo la prima parte, in cui il perdono di Philomena verso le suore fa da contraltare alla rabbia del reporter Martin Sixsmith. Stephen Frears è abbastanza intelligente da vederci qualcosa di sbagliato nel modo in cui le suore hanno in passato impedito a giovani madri di ricongiungersi con i propri figli. Molti si sarebbero fermati qui. Ma il regista de Le Relazioni Pericolose è troppo intelligente per cadere nella trappola di trasformare la toccante vicenda della Lee in una storia di buoni e cattivi (come vorrebbe invece la redattrice di Sixsmith). Frears è infatti un artista capace attraverso i propri personaggi di far parlare difetti e pregi di ognuno di noi. In Philomena ci riesce a meraviglia: le personalità che incontriamo durante il viaggio offrono un ritratto fedele dei nostri differenti aspetti, delle nostre paure e dei nostri dubbi. E ciò coinvolge.

Non molto tempo dopo l’inizio del film comprendiamo quale lancinante dolore abbiano provato le giovani ragazzine nel vedere ricchi signori americani crescere i propri figli. E questo, unito ad una toccante storia, avrebbe ancora una volta potuto portare il film ad un passo dal collasso. Invece, Philomena dà prova in ogni suo aspetto di essere intelligente, forse addirittura stupefacente, girato con semplicità e cuore. Nessun momento viene romanzato più del dovuto: persino l’incontro con Pete Olssen, il fidanzato del figlio omosessuale, risulta essere inaspettatamente vincente e per nulla strumentalizzato. Ciò non sorprende poi molto in realtà, perché Philomena è una commedia drammatica che ha cuore, sicurezza e carattere.

Più di tutto però, Philomena ci ricorda come tutti siano alla ricerca di qualcosa. Ad un livello primario si tratta di un ottimo road movie, certamente, ma il vero viaggio dei due protagonisti è interiore e ha come obiettivo qualcosa di più alto: Dio. Edificante.

Empire Magazine

-I.B.

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