Noah: uno sguardo alla colonna sonora

Image from the movie "Noah"

Clint Mansell fa il compitino…|

Noah_542164Difficile parlare di una colonna sonora come quella in questione. Difficile in primo luogo per la scarsezza delle informazioni che la riguardano, essendo relegata non in secondo, quanto più in terzo o quarto piano per la gran parte del lungometraggio (al contrario di quanto fatto vedere, pardon sentire, in altri kolossal). In secondo luogo è difficile esprimere un parere per la sua sostanziale mediocrità. Sebbene lambito apocalittico-mitologico sia un terreno particolarmente fertile di temi musicali, Noah ne appare quasi totalmente estraneo. Gli spunti nel magma caotico di percussioni ed contrabbassi si riescono a percepire più di una mezza dozzina di volte (nella compilation dei brani, badate bene, non certo nel film!), il che farebbe ben sperare alle orecchie di un normale, ma non del tutto ignorante, ascoltatore come il sottoscritto. Nonostante ciò il gorgogliante brodo primordiale non viene a definire forme, nemmeno le più semplici e finisce invece per risucchiali tutti nel suo caos, ad uno ad uno, continuamente. Il paesaggio sonoro che si delinea a questo punto è una piana brulla, priva di una qualsiasi asperità che ne caratterizzi il profilo. Totalmente priva? Ripensandoci, non del tutto. Uno solo è il tema che si riesce a distinguere e che lotta incessantemente per emergere dal grigiore del tappeto sonoro per un discreto periodo di tempo. Uno solo, nonostante Noah duri la bellezza di più di due ore.

Complessivamente però occorre ammettere che il compositore, pur non essendosi certamente sottoposto a grandi sforzi per concepire temi che restino alla storia, ha dato vita ad un componimento che ricalca il profilo del film piuttosto fedelmente. Tale scelta sembra pagare inizialmente (strappando a noi la sufficienza stiracchiata), ma non è di certo la punta di diamante né per la carriera di Aronofsky né sicuramente per quella del compositore Clint Mansell.

- S.T.

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