Miami Vice – La Recensione

Image from the movie "Miami Vice"
Miami Vice (Michael Mann, 2006)

Il Mann minore è comunque intrattenimento d’autore |

miami_viceCon alle spalle titoli altisonanti come L’ultimo dei Mohicani e Heat, Miami Vice potrebbe tranquillamente essere apostrofato come un Mann minore.
Il film segue la squadra antidroga di Miami capitanata da Sonny Crockett (Colin Farrell) e Ricardo Tubbs (Jamie Foxx), il cui rapporto sarà messo a dura prova dall’amore che Sonny riserva per Isabella (Gong Li), la donna del capo dell’organizzazione sudamericana in cui cercano di infiltrarsi.

Con due personaggi alla Mann, abili e tormentati dietro alla loro inespressività, il regista porta sulla celluloide il luccicante mondo della droga basandosi sull’omonima serie tv da lui creata. Nella Miami della criminalità pacchiana Mann fa sfrecciare motoscafi e decappottabili di lusso, ma non si sta parlando di Fast and Furious. Si tratta piuttosto di un film che affronta il tema della priorità, sotto il pesante movimento della camera a mano di Mann: ma se non fosse per questo spunto accademico e il come al solito minuzioso studio della dimensione di ogni personaggio, Miami Vice è azione e intrattenimento d’autore, testimonianza del talento di uno dei maggiori cineasti del cinema contemporaneo.

In un differente contesto, che però ben si adatta alla causa di Miami Vice, un noto critico fece notare (a proposito del Cloverfield di Matt Reeves) come non necessariamente un grande film debba contenere dialoghi melensi o arricchire la mente. Parole che, nell’idea di cinema di Michael Mann, risuonano come un solenne consenso.

– I.B.

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