Lo Squalo – La Recensione

Image from the movie "Jaws"

La magia e l’orrore del primo blockbuster |

LO_SQUALO_0Tutti hanno visto o comunque conoscono Lo squalo, il film che più di tutti e di tutto ha contribuito a dipingere queste creature marine come killer feroci e insaziabili, sempre alla ricerca di carne umana con cui pasteggiare. In effetti, nel film di Spielberg, prodotto del 1975 che ha fatto scuola nel suo genere, c’è qualcosa di horror, e gli attacchi iniziali della creatura ci pervengono come momenti elettrizzanti e carichi di tensione. Sorprendentemente tuttavia gli eventi si verificano sotto la luce del sole, con le spiagge roventi stracolme di bagnanti, quasi ad amplificare il senso di smarrimento e panico per un pericolo che incombe sotto i nostri stessi occhi ma che non può essere controllato. Mai, tuttavia, la tensione fa sì che il film sia dedicato ad un pubblico ridotto di appassionati del genere horror e il risultato finale potrebbe rispecchiare appieno i gusti di molti di voi. Si tratta a tutti gli effetti di un film godibile, sorprendente ed efficace; probabilmente un risultato irreperibile nella maggior parte dei film degli ultimi anni.

Altri film con creature annesse sono diventati caposaldo del cinema dei nostri giorni- Jurassic Park, per citare ancora Spielberg, o Cloverfield e Monsters–  ma nessuno salvo King Kong e Godzilla ci ha regalato un animale tanto iconico e affascinante. Il modello usato per girare le scene con lo squalo, entrato in azione solo dopo 45 minuti dall’inizio del film e soprannominato Bruce, è straordinario se pensate che si tratta di un film in procinto di compiere i 40 anni di età, mentre l’intero aspetto dell’opera è costruito su basi solide e semplici grazie alla bravura degli interpreti e alla padronanza tecnica del regista. Il film presenta anche aspetti accademici da analizzare -il protagonista Roy Scheider è padre di una famiglia disfunzionale, come in ogni buon film del regista- e scene che non invecchiano mai -la lettura del libro sugli squali è tecnicamente deliziosa: sono questi dettagli, oltre alla colonna sonora di Williams, ad aver permesso al film di risultare così importante da un punto di vista storico.

Allora fu un successo incredibile, ma in realtà il fascino puro e mai morboso che proviamo di fronte a certi capolavori rimane inalterato. Signore e signori, giù il cappello di fronte ad un classico immortale.

– I.B.

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