L’Assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford – La Recensione

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L’Assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford (Andrew Dominik, 2007)

Meraviglioso, lento ed epico poema per Andrew Dominik |

locandina-l-assassinio-di-jesse-james-per-mano-del-codardo-robert-fordÈ opportuno scoraggiare chiunque si apprestasse alla visione dell’epico poema di Andrew Dominik con l’intento di assistere ad un western con tanto di duelli e pistole. Perché L’assassinio di Jesse James, con la sua durata e la sua lentezza (considerati gli effetti che queste possono avere sullo spettatore), non è esattamente un film leggero. Fin dalla prima scena il film di Dominik comprende infatti una complessità di temi ed emozioni che si discostano dai sin troppo facili sentimentalismi dei film più comuni per ambire ad una posizione di rilievo nella classifica delle pellicole migliori del suo decennio. E l’opera seconda del regista neozelandese, per quanto accostata di frequente al nome di Terrence Malick, è un film assolutamente autentico, ambiguo, triste e meraviglioso che nulla ha da invidiare a I giorni del cielo o The tree of life. Con questi condivide la maniacale cura fotografica e l’interazione delle azioni umane con gli elementi naturali. Ma vedere nel lavoro di Dominik un adattamento personale del lavoro del suo collega sarebbe scorretto verso entrambi i registi.

Il successo critico dell’operazione di Dominik deve molto anche ad uno straordinario cast. Le interpretazioni dei due protagonisti del titolo sono entrambe esaltanti. Brad Pitt, in uno dei ruoli più complessi della sua carriera, ritrae con fascino e freddezza un’icona americana sull’orlo della morte senza inutili teatralizzazioni, mentre Casey Affleck, a cui viene riservata la parte del codardo Ford, stupisce mostrando una fragilità di nervi e una serie di espressioni veramente indimenticabili.

La cinepresa di Dominik ritrae volti, si muove lentamente in fredde praterie e tocca corde emozionali tanto sottili che pochi film sono riusciti a suonarle con tale destrezza. È stata proprio questa ricercatezza a costare cara al film in termini di apprezzamento del pubblico (particolare ad onor del vero non del tutto trascurabile), ma sotto tutti gli altri aspetti ha contribuito a farne il capolavoro che è. Almeno per i cinefili, da non perdere.

– I.B.

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