La Notte del Giudizio – La Recensione

Image from the movie "The Purge"
La notte del Giudizio (James DeMonaco, 2013)

De Monaco pecca nella messa in scena, ma si dimostra a tratti acuto e profondo |

la_notte_del_giudizio_trailer_e_posterEnnesima produzione della Blumhouse, La notte del giudizio di James DeMonaco è un film estremamente originale nell’idea di base, non altrettanto nella costruzione e nello svolgimento. E allora tagliamo la testa al toro: il film non ha la capacità di soddisfare completamente chi lo guarda. De Monaco (anche sceneggiatore) parte dal vecchio incubo della casa assediata, ma declina quella che solitamente è una battaglia tra uomini e zombie o fantasmi ad un conflitto tra civili, gente perbene. In un’America benestante e agiata, il crimine è stato ridotto ai minimi storici grazie ad un’iniziativa del tutto particolare: per una notte all’anno ciò che solitamente è illegale diventa legale. La moralità viene meno, nulla è proibito, l’orrore emerge. Mai un film era partito da uno scenario di tale benessere per raccontare l’incubo. Sopravvivere per una notte significa godere di un’altra annata di prosperità: in tutto questo c’è qualcosa di molto simile alla legge del più forte.

Sia nel titolo italiano che in ciò che comunica, il film sembra fare affidamento ad una concezione biblica dell’uomo come creatura malvagia dal cuore malato, e fonde il tutto con echi delle teorie hobbesiane (homo homini lupus) o, perché no, di quelle freudiane, abbozzando un messaggio assolutamente pessimista. La tesi è grosso modo questa: se uccidere fosse legale, la tolleranza nei confronti del vostro vicino antipatico verrebbe annullata.

Per alcuni l’assenza di illuminazione, il girato documentaristico e alcune svolte quasi ridicole nella trama saranno ricordi insopportabili del post-visione. Ma l’intelligenza di questo film tecnicamente brutto e a tratti mal riuscito (gli spaventi non riescono mai ad essere veramente incisivi) sta nel come sia riuscito ad eludere la normale divisione tra buoni e cattivi e a trasformare i protagonisti in persone che, senza rendersene conto, affondano negli stessi crimini di cui sono vittime. Se visto in quest’ottica, La notte del giudizio si dimostra capace di intuizioni non banali. Il vero dispiacere è che De Monaco non sia riuscito a trasformare idee sconvolgenti (l’assassino, dal cui uso del linguaggio intuiamo essere una persona culturalmente formata, si fa ugualmente prendere dagli istinti più primordiali) in un film altrettanto potente. Ma per quanto non si possa parlare di un ottimo prodotto, si tratta comunque di un thriller interessante e in nessun modo derisibile.

– I.B.

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3 comments

  • Concordo in pieno, l’idea di fondo era originale, ma è stata sviluppata male, il film aveva un forte potenziale, poi la prima ora della pellicola ha un ritmo molto lento, il tutto si concentra nell’ultima mezz’ora di film; ne ho scritto anche io una recensione… facci un salto!!

  • Concordo, secondo me si poteva evitare il gruppo di ‘maschere’ e tenere come bad guys solo i vicini di casa (più il fidanzato). Concentrarsi sulla quotidianità per far salire la tensione.

  • Sono d’accordo, a parte sul versante tecnico…basta guardare gli action thriller odierni per vedere che la forma è mooolto diversa: inquadrature cortissime, montaggio sincopato da video musicale, ricerca continua e ostentata della “bella immagine” che finirà subito in locandina…secondo me tutte cose che questo film, a merito, non possiede! Nota di servizio (non voglio essere antipatico): il regista si chiama DE monaco, non LO monaco…te lo dico perchè magari col nome sbagliato la recensione è più difficile da trovare su Google! :)

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