Jimmy Bob Bullet To The Head – La Recensione

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Jimmy Bobo Bullet to the Head (Walter Hill, 2013)

Esilarante e dal cast ben assortito, un poliziesco d’altri tempi dove combattenti indistruttibili si compiacciono delle loro battute pungenti |

wAh2WsMVsV9LbGkjYFixwZzYyczI miti dei ragazzini di oggi, fino a ieri schizzi su pagine di carta ora eroi a tutto tondo in film tridimensionali, comprendono, tra gli altri, Iron Man, Batman e Spider Man: affascinanti personalità che hanno in comune una (estremamente spettacolarizzata) lotta contro il crimine e una propria interminabile saga cinematografica. Superuomini usciti dalle scuderie della DC o dalla fantasia di Stan Lee e Kevin Feige. Ma negli anni ’80, quando Marvel produceva solo fumetti (o film ridicoli), era tutta un’altra storia.

Bullet to the head è testimonianza vivente di un tipo di cinema che, nonostante il successo di film più spettacolari o meglio “aggiornati”, non vuole lasciare la scena, come del resto non lo vogliono i suoi protagonisti. Uomini indistruttibili, affascinanti, brutti, altezzosi, divertenti. Jimmy Bobo è uno dei personaggi più arretrati del cinema contemporaneo (superato solo dal ben più noto Captain America), uomo destinato ad ottenere l’attenzione dei soli fan di Sylvester Stallone. Sarà pure bistrattato dall’opinione comune e da qualche critico, ma Bullet to the head, ritorno in pompa magna di Walter Hill, comprende una regia piacevolmente lineare e didascalica, una grande sceneggiatura, una solida vicenda, personaggi ben scritti e azione d’altri tempi. Dando vita a personaggi semplicemente esilaranti e tutto d’un pezzo (oltre alla ben assortita coppia protagonista vanno segnalati criminali e scagnozzi da manuale, si veda a tal proposito il gigantesco Jason Mamoa), si tratta di un poliziesco d’altri tempi che si regge sui corpi di attori prevedibilmente più bravi a picchiare che a recitare. Nascondendo la propria natura dietro a battute da antologia che i protagonisti si compiacciono a recitare (“quando avrò bisogno di una tua opinione ti comprerò un cervello”), Jimmy Bobo è un divertissement dove scorre molto sangue (come Looper è un film violento stranamente distribuito da una filiale della Disney), oltre ad essere un prodotto straordinariamente e inaspettatamente godibile dal primo all’ultimo minuto. Ciò non cancella i suoi innegabili difetti, primo tra tutti un plot fin troppo ordinario, ma li inibisce.

Forse non sarà un attore infallibile, ma Sly fa un cinema che può essere visto anche nell’epoca dei cinecomics e del digitale. E anche se il pubblico guarderà altrove, una visione il suo ultimo film la merita comunque. Sperando magari in un’altra collaborazione tra Walter Hill e Stallone…

-I.B.

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