Insider – Dietro la Verità – La Recensione

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Insider – Dietro la verità (Michael Mann, 1999)

Uno straordinario Michael Mann sposta l’attenzione dalla mitragliatrice alla redazione giornalistica, con esiti stupefacenti |

insiderIn Insider – Dietro la verità Michael Mann ha operato a livelli registici così alti che viene difficile pensare di rivedere in futuro un suo film di tale intensità, nonostante i buoni prodotti che sta realizzando nel corso degli ultimi anni. Sulla carta, diciamolo, non è un capolavoro, trattandosi di una storia di spionaggio industriale, giornalismo e sigarette. Ma Mann riesce a trasportare il pubblico nel suo racconto, spostando l’attenzione dal suono ritmico delle mitragliatrici dei suoi lavori precedenti all’altrettanto frenetico ambiente delle redazioni di quotidiani, dove prevedibili scandali hanno il compito di rivelare quanto pericoloso sia per un bravo cittadino dire la verità. Russell Crowe e Al Pacino sono bravissimi nel chiamare in causa lo spettatore, rispettando in maniera perfetta gli ideali di Mann in quanto a recitazione attoriale: tormento ed eleganza. La sceneggiatura è stata redatta in maniera brillante dal veterano Eric Roth (che nonostante la scrittura del ben più amato e noto Forrest Gump sembra destinato a passare alla Storia per questo film), e riesce senza spiacevoli “spiegoni” a far comprendere anche le fasi più delicate in termini di intreccio narrativo di una storia lunga e appassionante. Il cast di supporto comprende attori del calibro di Christopher Plummer e Diane Venora, entrambi perfetti nel dare spessore ai due protagonisti, il primo a Pacino e la seconda a Crowe.

Fotografato (come sempre nei film di Mann) dallo stile al tempo stesso nervoso, sobrio ed elegante di Dante Spinotti, Insider rimane qualcosa di straordinario, un oggetto di facili contenuti trasformato dalla sapiente mano del suo regista in un’opera tra le più straordinarie degli anni ’90. Chi scrive non riesce a comprendere come Russell Crowe abbia vinto un Oscar per Il gladiatore quando l’anno prima, diretto da un Mann al suo massimo, aveva dato vita ad una performance che sarebbe rimasta di gran lunga la più brillante della sua carriera.

Se ve lo siete persi, dovete rimediare al più presto.

-I.B.

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