Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno – La Recensione

Image from the movie "The Dark Knight Rises"
Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno (Christopher Nolan, 2012)

Un intenso racconto epico cadenzato e ritmato alla perfezione: un ritorno che non ne ammette altri |

IL CAVALIERE OSCURO IL RITORNOOtto anni dopo la fuga di Batman, Bruce è alle prese con una depressione sempre più buia, incapace di trovare stimoli dopo la scomparsa di Rachel. Il costume da pipistrello non gli appartiene più, almeno fino a quando Selina Kyle (alias Catwoman) prima e Bane poi non daranno del filo da torcere al vendicatore di Gotham City.

Può capitare che in seguito a due successi strepitosi come Il Cavaliere Oscuro e Inception, anche un film monumentale, riuscito ed emozionante come Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno risulti ad un occhio attento decisamente inferiore alle opere precedenti. Ma per quanto possa sembrare un film con meno inventiva se confrontato, per esempio, con la stupefacente uscita del 2008, non va dimenticato che Il ritorno ha il compito ben più gravoso e difficile di chiudere definitivamente una saga rispetto a quello di espanderne le possibilità. E dato che la fuga di Bale sulla bat-moto al termine de Il Cavaliere Oscuro è capace di far venire la pelle d’oca a chiunque la riveda, far accettare al pubblico un finale diverso poteva risultare una costrizione fin troppo artificiosa, tipica dello star system contemporaneo, il che ha reso necessaria la realizzazione di un completamento che se non di pari livello reggesse quantomeno il confronto con il film con Joker. Fortunatamente, Il regista riesce a chiudere bene una trilogia di prima classe.

In questo terzo film Nolan si permette di scendere ad un livello di rischio maggiore chiamando in causa alcuni stereotipi dei film d’azione fin troppo conosciuti per essere utilizzati da un maestro dell’inganno come il nostro (countdown di esplosivi, palazzi e ponti rasi al suolo, scuole da evacuare), ma la capacità di gestire momenti decisamente esagerati (l’esplosione allo stadio) con esaltanti montaggi alternati, suggestive panoramiche, evocative colonne sonore ed interpreti di prima classe salva il film e lo fa salire ad un livello decisamente alto. Perché tra i (tantissimi) meriti de Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno vi è sicuramente quello di intrattenere con stile impeccabile a fronte di incongruenze di una sceneggiatura in alcuni momenti debole. Sì, perché stavolta il gioco di inganni di Nolan funziona a metà. Certo il film è maestoso e riuscito. E scoprire che il villain del film è una marionetta nelle mani di chi più ti sta a cuore è una scoperta che shockerebbe chiunque. Dunque fin qui niente di nuovo per chi conosce (i fratelli) Nolan. Eppure, nonostante i suggestivi flashback, la complessità del montato e dell’intreccio, Nolan non riesce a sconvolgere con il suo prefinale a sorpresa, dove una mal scritta e mal descritta scena rende il colossale Bane di Tom Hardy un inutile gorilla a favore della bravissima Marion Cotillard, costretta tuttavia ad uscire di scena poco dopo e anzitempo in uno dei momenti peggiori della trilogia. Colpe che tutto sommato ogni blockbuster ha, ma che dal talento visionario di Nolan era lecito non aspettarsi.

Ma non preoccupatevi troppo: Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno ripropone tutto ciò che avevate amato dei film precedenti, ovviamente se e solo se si è disposti ad accantonare il Joker di Ledger. Tom Hardy ha comunque del carisma da vendere, mentre Anne Hathaway trasforma Catwoman da personaggio più rischioso del film in perfetto sostituto di Harvey Dent. Tuttavia, anche considerata la bella prova dei vari Bale, Oldman e Caine, le gioie più grandi vengono dalla maestosità e dall’epicità del racconto, cadenzato e ritmato alla perfezione: il finale sembra arrivare troppo presto. E questa volta è davvero un addio che non ammette repliche…

– I.B.

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