Hunger Games – La Ragazza di Fuoco – La Recensione

Image from the movie "The Hunger Games: Catching Fire"
Hunger Games – La Ragazza di fuoco (Francis Lawrence, 2013)

Avvincente secondo capitolo per Katniss Everdeen |

hunger-games-ragazza-di-fuoco-poster-italia“A volte ritornano”, recita il titolo di una celebre opera di Stephen King. “Quando arriva il successo al botteghino tornano tutti” sembra invece il trend seguito dal cinema di genere contemporaneo. Ovviamente, Hunger Games e la sua Katniss Everdeen (Jennifer Lawrence) non sono poi diversi da hobbit e supereroi, e difatti rieccoli in un secondo capitolo dalle ampie possibilità narrative. Con un’interpretazione più “sofferta” rispetto al primo film, Jennifer Lawrence ci mostra quali effetti psicologici tormentano la ragazza dopo i primi massacranti giochi. Le sue sofferenze e le sue sfide però non sono ancora finite. Purtroppo per lei e fortunatamente per noi il vero spettacolo deve ancora venire…

Classico episodio di transizione che si appoggia al primo per reggere il terzo, La ragazza di fuoco comprende alcuni momenti veramente riusciti e alcune svolte nella trama capaci quasi di scrollarsi di dosso la nomea spesso compromettente di sequel di un kolossal hollywoodiano puntando verso obiettivi decisamente più ambiziosi. Non senza qualche ingenuità di scrittura o svolte un tantino sopra le righe (soprattutto nella costruzione della nuova arena, che paragonata a quella del primo episodio sembra il Camp Nou rispetto ad un comune stadio di provincia), il film rimane complessivamente piuttosto equilibrato anche grazie ad una gestione dei ritmi e delle scene migliore di quella del primo film. Miscelando azione e dramma, La ragazza di fuoco trova infatti il proprio passo nella prima parte, sospinto da una sceneggiatura più dialogata dell’originale, per poi perdere di compattezza in un secondo tempo dai contenuti purtroppo ripetitivi, dove tiene ancora banco il triangolo amoroso con Peeta (Josh Hutcherson) e Gale (Liam Hemsworth). Ma rimane comunque l’evento “sportivo” il vero centro di interesse. Ed è, purtroppo, il punto cardine nel quale parte delle legittime aspettative createsi nel primo tempo vengono deluse. Come in ogni manifestazione sportiva che si rispetti, una pomposa cerimonia d’apertura (condotta in questo caso da un laccato Stanley Tucci) presenta gli atleti in gara, con tanto di scoop e interviste annessi. Ma quando l’azione comincia, questa presenta alcuni punti eccessivamente deboli (il canto imitatore della ghiandaia, i fulmini) e una serie di scene mai realmente avvincenti che per questo motivo sembrano non finire mai. Ci si ritrova quindi improvvisamente annoiati, in maniera quasi incredula dopo aver assistito ad un primo tempo così ben realizzato. Si tratta di una sensazione che emerge fortunatamente quando ormai è già arrivato il momento di salutare Jennifer (non prima in realtà di venire a conoscenza di un intrigante complotto), che nel complesso poco toglie al bel lavoro del regista.

Con stile sobrio e quasi aspro a fare da contraltare a costumi barocchi ed eccessivi, Francis Lawrence (nessuna parentela con Jennifer) ha proiettato sullo schermo il secondo romanzo della Collins preoccupandosi non tanto di una sbalorditiva spettacolarizzazione (cosa che non pesa, se non verso la fine) quanto più di trasmettere la passione per una storia che, complice anche l’inserimento del personaggio di Seymour Hoffman, si rivela in prospettiva molto interessante. Bisognerà indubbiamente limare alcuni meccanismi e “oliare” le scene d’azione, ma il film troverà sicuramente il modo per incollarvi allo schermo.

Neo comune alla quasi totalità dei kolossal moderni, questo secondo capitolo ci accompagna sull’orlo della rivolta obbligandoci ad aspettare l’uscita del prossimo episodio, lasciandoci comunque con la voglia di vederne ancora. E, come si diceva poc’anzi, potete star certi che Katniss Everdeen tornerà. In due parti, per prolungare il piacere (delle major).

– I.B.

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