La grande commedia americana da riscoprire, da Ashby a Brooks

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Per spiegare ad un eventuale marziano di passaggio sul nostro pianeta come guardare un film possa dare all’appassionato soddisfazioni ma anche cocenti delusioni si potrebbe prendere ad esempio la commedia romantica hollywoodiana: talvolta madre di alcune uscite imprescindibili anche per lo spettatore occasionale (giusto per non elencare direttamente i titoli tiriamo in ballo qualche nome: Billy Wilder, Frank Capra, William Wyler, Michael Curtiz, Woody Allen, Rob Reiner, Wes Anderson, i fratelli Coen, Scorsese…), molto più spesso tale amato/odiato genere si abbina purtroppo al peggior cinema possibile, franando in una valanga di insulse volgarità, love stories telefonate o triviali battute sessuali allo spirito di patata.

Ma come orientarsi in questo eterogeneo territorio (tra i sempreverdi del panorama internazionale), visti i poli opposti in cui è possibile incorrere? Chiaramente non troverete qui la risposta. Bandendo classici di dominio pubblico come quelli dei maestri riconosciuti o opere fin troppo popolari visti gli innumerevoli passaggi in tv, con questa lista propongo comunque qualche irresistibile commedia americana da recuperare per gli amanti del genere. Sette film che sono certo vi piaceranno (o vi saranno piaciuti).

PLEASANTVILLE (id., 1998) – diretto da Matt Ross con Tobey Maguire, Reese Witherspoon, William H. Macy
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Magnifica la trovata sottostante questo fantasy, che ricorda nei toni scanzonati e romantici Ritorno al futuro. Affascinante l’accostamento tra colore e b/n, anche se il film è un cult soprattutto per la curata regia di Gary Ross (ecco ciò che mancava tragicamente nel similare The Giver) e la simpatia di Tobey Maguire. Imprescindibile per il pubblico di young-adult ma adatto per qualsiasi età.


QUALCOSA E’ CAMBIATO (And Good As It Gets, 1997) – diretto da James L. Brooks con Jack Nicholson, Helen Hunt, Greg Kinnear; Cuba Gooding Jr.

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James L. Brooks aveva già prima di Qualcosa è cambiato diretto buoni/ottimi film (vedi sotto), ma con questa commedia racconta il personaggio più memorabile della sua filmografia: il maniacale e ruvido Jack Nicholson, in uno dei suoi numerosi apici. E si conferma capace di descrivere con umanità rara anche i personaggi di contorno, tratteggiati in modo eccellente dal resto del cast.


VOGLIA DI TENEREZZA (Terms of Endearment, 1983) – diretto da James L. Brooks con Shirley McFarlane, Jack Nicholson, Debra Winger
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Regista che sa divertire e commuovere, James L. Brooks. Con Voglia di tenerezza ha dalla sua l’ottimo copione e un manipolo interpreti sublimi. E il pubblico può gioire e piangere con i protagonisti di un’opera che non si capisce come faccia a non comparire con regolarità nelle classifiche dei film più amati.


I TENENBAUM (Royal Tenenbaum, 2000) – diretto da Wes Anderson con Ben Stiller, Gene Hackman, Owen Wilson, Danny Glover, Bill Murray
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Non mi riduco al tifo da stadio più scriteriato per il lunatico Cinema di Wes Anderson, ma I Tenenbaum rimane a mio modo di vedere un capolavoro, divertente e commovente come nel caso del film appena citato di Brooks ma del tutto originale nell’architettura tecnica delle scene (anche se poi lo stile di Andreson si cementerà nelle abituali uscite successive: chi ha visto i suoi film sa bene a cosa alludo). Anche se in molti gli preferiscono il cartone Fantastic Mr. Fox, probabilmente quella di Royal Tenenbaum è la sceneggiatura migliore che abbia girato e in Gene Hackman le sorti del film sono in mani sicure.


OLTRE IL GIARDINO (Being There, 1979) diretto da Hal Ashby con Peter Sellers, Shirley MacLaine, Melvyn Douglas
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Probabilmente il titolo migliore di questa breve rassegna, la commedia del misterioso regista Hal Ashby (nb: approfondite la sua storia cinematografica) è un’opera demenziale e raffinata sulla vita di un giardiniere sempliciotto (l’inarrivabile Peter Sellers) che senza volerlo scalerà i vertici della politica americana attraverso l’uso di elementari nozioni di botanica, che il pubblico scambia per ragionate metafore sullo stato socio-economico del Paese. Arriverà ad un passo dalla presidenza, prima dell’indimenticabile epilogo che consegna il film alla sezione “Grandi capolavori”.


RICOMINCIO DA CAPO (Groundhog Day, 1993) – diretto da Harold Ramis con Bill Murray, Andie MacDowell
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Scoppiettante e pieno di trovate, Groundhog Day (letteralmente “Il giorno della marmotta”) utilizza lo stratagemma del loop temporale con esilaranti risultati. Ne viene fuori un film molto amato (almeno negli States) ma che da noi non ottiene praticamente mai un passaggio televisivo. Impossibile perdere questa commedia romantica tutt’altro che melensa.


ELECTION (id., 1999) – diretto da Alexander Payne con Matthew Broderick, Reese Witherspoon
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© 1999 Paramount Pictures − All right reserved.

E cala il sipario su questa breve rassegna con l’esordio di Alexander Payne (Sideways, Paradiso amaro, Nebraska), basato sul romanzo Intrigo scolastico: nei panni di un professore di liceo, Matthew Broderick cadrà vittima dell’arroganza di una ambiziosa studentessa. Un film lucido e arrabbiato, che ha toni pungenti visti di rado nei prodotti di Hollywood.

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