Famiglia all’improvviso – La Recensione

Image from the movie "Tomorrow Everything Starts"
Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse (Demain tout commence, Hugo Gélin, 2017)

Commedia che si regge su Omar Sy, Famiglia all’improvviso si adatta più che altro ad un pubblico di irriducibili romantici |

Poster for the movie "Tomorrow Everything Starts"

© 2016 Mars Films − All right reserved.

Ha tentato di imporsi anche oltreoceano, Omar Sy. L’inatteso boom internazionale di Quasi amici ha consentito al simpatico attore franco-senegalese di timbrare il passaporto per tentare il successo in quel di Hollywood. Pur avendo preso parte a progetti di successo (su tutti Jurassic World, X-Men – Giorni di un futuro passato e Inferno), il Sy “made in Usa” non ha ottenuto ruoli tali da farlo emergere agli occhi del pubblico americano per quelli che sono i suoi punti di forza (tra questi i tempi comici e la presenza scenica): sceneggiature corali dove è sempre stato reclutato per impersonare personaggi marginali del racconto lo hanno costretto a rientrare in Francia per accendere nuovamente le luci della ribalta sul suo talento. Giunto dopo Samba e Mister Chocolat, Famiglia all’improvviso pare il titolo destinato a far tornare d’attualità il suo nome.

Gran successo soprattutto in Italia (si parla del film francese più visto dell’ultimo decennio), la storia è quella di Samuel, sempiterno “bambinone” che per vivere accompagna in barca i turisti e per divertirsi rimorchia ragazze in discoteca. Un anno dopo una delle tante torna sul luogo dove trascorse le vacanze in compagnia del disordinato omone con tanto di figlia a carico, la cui paternità è a quel punto più che ovvia. Fuggendo, l’inadempiente madre recapita la neonata nelle poco raccomandabili mani del protagonista. Contro le poco rosee premesse e secondo lo stereotipo, egli si rivelerà invece un padre all’altezza dei suoi doveri.

Commedia francese (rifacimento di un film messicano) adatta più che altro ad un pubblico di irriducibili romantici, Famiglia all’improvviso non va oltre il compitino. Pur adatto alla parte, Sy si ritrova ad interpretare una parte vista decine di altre volte senza le caratteristiche del “one man show” proprie di esuberanti colleghi quali Jim Carrey o Eddie Murphy. Non sempre la sceneggiatura viene in aiuto: la scrittura sin troppo didascalica e un tantino pesante specie nella sezione centrale non viene compensata da particolari abilità registiche (dietro la mdp troviamo il poco più che esordiente Hugo Gélin), dando in qualche momento la sensazione di assistere più ad uno sceneggiato televisivo che ad un prodotto per il grande schermo. Caratteristi come il produttore gay, infatuato di qualsiasi esemplare maschile gli rivolga uno sguardo, appaiono spiritosi sul momento, sebbene ormai la loro presenza non costituisca la fonte più opportuna per gag o battute fresche.

Si accennava al “compitino”. Pur con svariate pecche e limiti, Famiglia all’improvviso non manca di far divertire (non male la scena in cui Samuel e l’americano Lowell tentano di comunicare in lingua) e i suoi temi universali fanno presa soprattutto sul pubblico generalista e su chi vuole rilassarsi in compagnia di un film rassicurante e consolatorio.

I.B.

Share

2 comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *