Capitan Harlock 3D – La Recensione

Image from the movie "Space Pirate Captain Harlock"
Capitan Harlock (Shinji Aramaki, 2013)

Visivamente ottimo, Capitan Harlock pecca inaspettatamente nel ritmo |

locandinapg1Nota personale. Se non fosse stato per gli elogi di James Cameron (regista che ammiro ma che, confesso, non mi ha mai esaltato) che comparivano sulla locandina del film di Aramaki forse non sarei mai andato al cinema a vedere Capitan Harlock 3D. Ma, catturato da quella frase e dalla bella locandina, ho pensato che forse questo cartoon giapponese avrebbe potuto meritare di essere visto sul grande schermo.

Capitan Harlock 3d vive una doppia vita dai risvolti opposti: è uno spettacolo visivo che seduce l’occhio grazie anche al buon uso del 3D, ma è anche una (bella) vicenda mal sfruttata. Il film, che fa la voce grossa con esplosioni e quant’altro, manca di fare il salto di qualità nella sceneggiatura di Kyoto Takeuchi e Harotoshi Fukui, in cui i dialoghi sintetici da fumetto rendono anche i risvolti più originali un tantino banali e mal costruiti, sfondando solo raramente con frasi a effetto (“Un istante che si ripete nel tempo è eterno.. .questa è la libertà!”) e preferendo di gran lunga mettere i personaggi (compreso Harlock) al servizio di alcune seduzioni visive. Ne guadagna l’occhio, ma non il ritmo.

In definitiva Capitan Harlock è un film piacevole da guardare che, oltre a segnare l’arrivo dell’ennesimo “captain” del cinema contemporaneo (dopo Phillips, America, Sparrow), ci avverte sulle potenzialità di un’industria cinematografica orientale pronta finalmente a dire la propria anche in ambito internazionale.

– I.B.

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