7 FILM MOTIVANTI

Image from the movie "Rocky"
Raccolta di film che si prestano a gusti diversi, quelle presentate di seguito sono tutte opere che ispirano (talvolta fino alla commozione) lo spettatore a non mollare i propri traguardi, a sognare e, in alcuni casi, anche a migliorarsi.
SI ALZA IL VENTO (風立ちぬ Kaze tachinu, 2013) – Hayao Miyazaki
Image from the movie ""

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Avventurosa biografia di un giovane progettista di aerei giapponese, si potrebbe già spiegare con le tre parole che compongono la tagline americana del film: we must live. Nonostante il marciume che c’è in giro e che nessuno nega, la vita va vissuta come un volo che deve proseguire -spiega Miyazaki- sostenuto in aria con l’entusiasmo di un bambino che di volare sognava fin da piccolo, ignorando che la realizzazione di quel sogno potesse risultare insoddisfacente o, peggio, tragica.


LA DONNA CHE CANTA (Incendies, 2011) – Denis Villeneuve
Image from the movie ""

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Non è sicuramente il genere di film motivante che avete in mente: il film di Denis Villeneuve è un percorso di crescita oscuro, con uno dei finali più repellenti che si possano immaginare (con qualcosa di sconcertante in comune con il thriller-horror spagnolo Bed Time). È tuttavia in questo caso l’approccio della protagonista alle sfide che incontra a costituire un lascito imponente: nella capacità di soffrire, resistere ma soprattutto perdonare, si delinea tutta la motivante maestosità della donna che canta.


LUCI DELLA CITTA’ (City Lights, 1931) – Charlie Chaplin
Image from the movie "City Lights"

© 1931 Charles Chaplin Productions − All right reserved.

Chaplin ha realizzato molti film che si possono considerare dei capolavori, o quantomeno delle pietre miliari, ma Luci della città rimane una commedia che si ama veramente per la lirica sottesa alle gag, oltre a spingere lo spettatore all’amore incondizionato (o quasi) verso il prossimo, anche se cieco e, in fondo, anche non del tutto grato.


 

UN ANNO DA LEONI (The Big Year, 2011) – David Frenkel

The Big Year

Nella sua semplicità estetica, tematica e risolutiva, Un anno da leoni (opera che ho già avuto il piacere di commentare) è un sottovalutato inno alla libertà di sognare e vivere non secondo le aspettative degli altri, ma inseguendo i propri desideri. Un insegnamento che in molti devono avere trovato banale vista la scarsa accoglienza ricevuta dallo stesso, ma che con tutto il rispetto mi sembra essere frutto di un’analisi sin troppo sbrigativa e irrispettosa.


LA VITA E’ BELLA (id., 1997) – Roberto Benigni
Image from the movie "Life Is Beautiful"

© 1997 Melampo Cinematografica − All right reserved.

In molti (me compreso) sospettano che tutti i premi ricevuti dal celeberrimo dramma di Roberto Benigni siano diretta conseguenza del suo universale inno all’ottimismo piuttosto che della effettiva qualità del film (buona, ma non si grida al capolavoro); ma in fondo, è proprio ciò che conta per un lavoro che punta soprattutto ad incentivare il pubblico a vedere il bene nel male.


ROCKY (id., 1976) – John G. Avildsen
Image from the movie "Rocky"

© 1976 United Artists − All right reserved.

Gettare il cuore oltre l’ostacolo: nessun altro film sportivo lo porta sullo schermo in modo indimenticabile quanto il primo capitolo della saga dello zio di Philadelphia.


LA VENTICINQUESIMA ORA (The 25th Hour, 2002) – Spike Lee
Image from the movie "25th Hour"

© 2002 40 Acres & A Mule Filmworks − All right reserved.

In chiusura ecco il capolavoro di Spike Lee, magistralmente inscenato da Edward Norton e Philip Seymour Hoffman, ha un fulcro tematico abusato, ma trattato in maniera brillante: il tempo. Un tragico e toccante invito a cogliere l’attimo, a non buttarsi via. Perché talvolta la vita non ammette una seconda possibilità e la venticinquesima ora è solo illusoria.


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