10,000 AC – La Recensione

Image from the movie "10,000 BC"
10,000 AC (Roland Emmerich, 2008)

Emmerich viaggia nel tempo e riscrive la Storia |

b2vTwNWw200MkrF7qPBHK9Bppd0Pochi altri film potrebbero essere tanto criticati per la poca attenzione che la produzione ha dedicata ai dettagli storici quanto il 10.000 AC di Roland Emmerich. Ma come? I mammuth nel 10000 AC? Una tribù dai costumi primitivi rimasta isolata dal resto del mondo e per questo arretrata culturalmente e tecnologicamente? Presunte civiltà mesopotamiche e tigri dai denti a sciabola nella stessa epoca? E via dicendo…Con uno strano punto di incontro tra mito (pensate all’uso della voce narrante), avventura a sfondo sentimentale e azione (ed Emmerich su questo punto non può tirarsi indietro), 10.000 AC vede D’Leh, giovane innamorato, spingersi fino ai confini del mondo allora (s)conosciuto alla ricerca di Evolet, la ragazza di cui si è innamorato e che è stata rapita da una tribù nemica.

Rifiutandosi di restringere il proprio campo d’azione alla realtà storica di un determinato periodo storico, Emmerich viaggia nel tempo grazie alla forza motrice dell’amore e riscrive la Storia, il che apre a conclusioni già viste e di certo poco appaganti, almeno da un punto di vista emotivo. Tema e ambientazioni sono interessanti, ma le più che legittime ambizioni di fare un bel film si traducono in una messa in scena mediocre, che usa effetti speciali al fine di fare dell’entertainment hollywoodiano uno spettacolo ridotto al solo obiettivo di appagare a livello visivo. Intrattiene più di quanto facciano altri film che si sono assicurati reputazioni migliori, ma è il perfetto esempio di come una buona idea (portare la preistoria sul grande schermo) non debba necessariamente portare alla realizzazione di un buon film.

– I.B.

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